Reckoner
- Bianca Passolunghi
- 26 gen
- Tempo di lettura: 2 min
Nella canzone “Reckoner”, ottavo brano dell’ottavo album dei Radiohead “In Rainbows”, si trova il mio momento musicale preferito. Si tratta del bridge della canzone, in cui vengono interrotte le percussioni, il basso e la chitarra, lasciando solo il suono della voce del cantante Thom Yorke e di un violino.
“Dedicated to all of you”
“Because we separate like ripples on a blank shore”
(Dedicato a tutti voi, perché ci separiamo come increspature sulla costa vuota)
Così canta Yorke, in quello che definisce il punto più importante della canzone e dell’album intero. Il messaggio, dedicato a tutti noi, è quello di un'umanità che, nonostante appaia separata, è parte dello stesso mare.
Questo passaggio ha inizio a 1580 secondi dall'inizio dell’album, che dura 2558 secondi. Si tratta dell’esatto numero di secondi che si ottiene dividendo la lunghezza dell’album per il numero aureo, approssimato a 1,618. Anche all’interno della canzone che dura 290 secondi si trova a 179 secondi dall'inizio: il “momento aureo” del pezzo.
Per i Radiohead questo è un caso. Le “teorie matte” sulla perfezione matematica di questa canzone sono senza fondamento. Per alcuni, il fatto che non fosse intenzionale invalida la teoria. Il bridge di quella canzone è bello così com’è fatto e non necessita ulteriori analisi. D’altronde perché dovremmo dare valore ad un fatto a cui neanche l’artista stesso ha fatto caso?
Per altri invece, la teoria aiuta a spiegare perché questo momento gli piaccia così tanto e dà legittimità all’importanza artistica del brano. In questo senso, l'intuizione dell’artista ha tanto valore quanto lo sforzo calcolato. Anche un artista senza istruzione formale e conoscenze teoriche può creare un capolavoro. Questo però non significa che esso sia escluso dall’analisi formale, o che le sue interpretazioni non siano valide.
Questa idea viene dal letterato francese Roland Barthes e la sua teoria della “morte dell’autore”. Barthes sostiene che l'interpretazione individuale dell’opera sia superiore a quella dell’autore. Per lui, legare l’opera al suo creatore la limita. L’arte, per Barthes, è creata quanto dall’autore tanto dall’individuo che la percepisce. Il significato dell’opera nasce dalla relazione tra l’arte e l'impressione che dà a chi la consuma.
I Radiohead sono aperti a quest’idea. Thom Yorke stesso dice in un'intervista con Dave Fanning: “Una volta che la canzone è finita, non ha più niente a che fare con me. È di chi la ascolta”.
Il rapporto tra l’arte, l’artista e l’ascoltatore è complesso, ogni parte è influenzata e resa completa dall’altra. Proprio come noi, come increspature sulla costa, ci completiamo e siamo resi migliori gli uni dagli altri.




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