Il lago dei cigni: un simbolo di crisi politica
- Alessia Giacobbe
- 4 apr
- Tempo di lettura: 2 min
Il 31 dicembre 2025, una stazione radio russa nota come “Doomsday Radio” ha attirato l’attenzione della popolazione russa e ucraina, poiché ha trasmesso brani tratti dal “Lago dei cigni” di Pëtr Il'ič Čajkovskij. L’evento si è verificato in un momento particolarmente delicato, quando l’Ucraina era stata minacciata dal Cremlino in seguito a un presunto attacco con droni, contro una delle residenze del presidente Vladimir Putin.
Era raro per questa radio trasmettesse altro che un continuo ronzio monotono. È proprio per questo che moltissime persone hanno iniziato a speculare riguardo alla trasmissione, interpretandola come un messaggio implicito o come un segnale di tumulto.
Nella memoria storica russa, infatti, “Il Lago dei cigni” è strettamente associato a momenti di crisi e instabilità politica.
Negli anni Ottanta, infatti, nell’era dell’Unione Sovietica, la televisione di Stato metteva in onda per periodi prolungati il balletto del “Lago dei cigni” in occasione di eventi critici.
Uno degli esempi più noti è la morte di Leonid Brežnev nel 1982, quando la normale programmazione venne sospesa e sostituita da contenuti ripetitivi, tra cui il balletto.
Un altro episodio ancora più conosciuto ed emblematico fu il tentato colpo di stato dell’agosto 1991. Durante questo evento per tre giorni consecutivi, mentre il futuro del paese era incerto, i canali televisivi mandarono in onda in loop registrazioni del “Lago dei cigni”, evitando di fornire informazioni chiare su quanto stesse accadendo.
La scelta di questo balletto non era casuale. Si trattava di un’opera riconosciuta, priva di contenuti politici espliciti e abbastanza duratura da coprire ampie fasce di programmazione televisiva. In questo modo, lo stato poteva riempire il vuoto informativo senza dover trasmettere notizie potenzialmente destabilizzanti. Era una forma di censura che permetteva al governo di mantenere il controllo sulla popolazione e, al contempo, di ridurre il rischio di reazioni da parte di essa.
L’assenza di notizie concrete e la ripetizione costante di immagini, creava una sensazione di sospensione e incertezza, mentre la popolazione rimaneva in attesa di essere informata su ciò che stava avvenendo.
Con il tempo, le persone si abituarono a questa pratica e iniziarono ad associare il balletto con periodi di instabilità e crisi, formando involontariamente un linguaggio implicito con lo Stato.
Questa è la ragione per cui la trasmissione radiofonica del dicembre 2025 sembra avere un significato più profondo e portare con sé un messaggio indiretto destinato alla popolazione.




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